giovedì 7 maggio 2009

Luigi Sailer e Trilussa – La vispa Teresa

Luigi Sailer è il poeta più famoso e insieme meno conosciuto della letteratura italiana.

Nasce a Milano nel 1825, muore a Modena nel 1885. E’ stato insegnante nelle scuole secondarie di Milano e Siena, successivamente nell'Accademia Militare di Modena. Nel 1870 raccoglie e ordina per i tipi della editrice libraria Giacomo Agnelli di Milano alcuni Componimenti poetici per bambini dai 5 ai 10 anni con il titolo pomposo L'arpa della fanciullezza. Tra questi componimenti si inserisce La farfalletta, comunemente nota come La Vispa Teresa, scritta tra il 1850 e il 1858, e dedicata ad una principessina di Savoia-Carignano ritenuta "una bambina incorreggibile, perché male avvezza"

II successo della Vispa Teresa fu travolgente, tanto che tre anni dopo si era già alla terza edizione "rifusa ed accresciuta".

Alla fine del decennio tutti conoscevano la Vispa Teresa ma quasi nessuno sapeva più chi ne era l'autore.

Giornale d'Italia, per riscoprire la paternità di queste strofette, pensò di rivolgersi ai lettori i quali individuarono l'autore della Vispa Teresa nell'attore Samuel Ghiron.

Soltanto dopo molte ricerche Alfredo Panzini riuscì a stabilire definitivamente che l'autore della Farfalletta doveva ritenersi Luigi Sailer, anche se poi commise l'errore di trasformare quest'ultimo nel precettore della sunnominata principessina.

In un elzeviro del Corriere della Sera, del marzo 1922, Renato Simoni, ci informa che il Sailer, negli ultimi anni, ha ripetutamente limato e rimaneggiato la sua creatura; infatti il testo che noi conosciamo è sensibilmente diverse da quello delle prime edizioni.

Ad esempio, l'ultima strofa:

Confusa, pentita,

Teresa arrossì,

dischiuse le dita

e quella fuggì

era sostituita da questi versi:

Teresa pentita

allenta le dita:

va, torna all'erbetta

gentil farfalletta

Probabilmente, oggi, nessuno ricorderebbe più i versi leggiadri e simpatici della Farfalletta del Sailer se, nel 1917, Carlo Alberto Salustri, pseudonimo di Trilussa, non ne avesse composto, per l'attrice Dina Galli, la continuazione che prese definitivamente il nome di Vispa Teresa.

Questa prima edizione romana riporta una nota di Edmondo Corradi; Ugo Finozzi illustrò la copertina e corredò i versi di Trilussa con quattro disegni.

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La pubblicazione aveva per titolo “La Vispa Teresa allungata da Trilussa” e terminava con i versi

Confusa e pentita,

Teresa arrossì,

dischiuse le dita

e quella fuggì

 

 

L'anno successivo, sempre con il favore dei torchi dell'editore Carra e Bellini, comparve una nuova edizione con l'aggiunta "Ancora allungata".

I quattro disegni del Finozzi erano sostituiti da sei disegni di Sergio Tofano che, con la pseudonimo di Sto, sarà il creatore del Signor Bonaventura e di un'altra Vispa Teresa completamente rimbambita, pubblicata sul Corriere dei Piccoli nel 1921-22.

La fortuna straordinaria della Vispa Teresa con la doppia continuazione trilussiana, dura fino ai nostri giorni.

A undici mesi dalla morte, avvenuta il 21 dicembre 1950, Mondadori dà alle stampe l' "Opera Omnia" poetica di Trilussa, ma rimarrebbe deluso chi pensasse di poterci trovare la Vi­spa Teresa. Forse perché scritta non in dialetto romanesco; e non poteva essere diversamente in quanto si trattava della continuazione di una poesia scritta nella lingua italiana.

 

Tratto da “La Vispa Teresa - Trilussa”

di Felice Scipioni

Collana: Curiosità del giardino di Epicuro

Editore: Felice Scipioni

11 commenti:

Anonimo ha detto...

sapete cm si kiama trilussa? è l'abbreviativo di salustri!

Anonimo ha detto...

NON E' UN ABBREVIATIVO, CHE NON C'ENTRA AFFATTO. BENSI' E' L'ANAGRAMMA. TRILUSSA = SALUSTRI

Anonimo ha detto...

Dio mio. E forse sono anche laureati.

Anonimo ha detto...

...Bravo Frankie... Bravo Saileri... e bravo il grande Trilussa...!
In pochi vi leggono... e l'Italia va in rovina!
Frankie, ti prego, fà qualcosa per risvegliare gli italiani da un sì triste letargo culturale che rasenda il 'suicidio' di un Popolo che molto ha dato... nulla chiedendo...!
Ti prego...!
Grazie. Ciao.
Filippo Bonifacio - Torino -
e-mail: bonifacio.filippo@fastwebnet.it

Anonimo ha detto...

...Vedi, caro Frankie...

"Ho visto la Gioconda coi mustacchi,
la Primavera con i pantaloni,
il Davide con due bei pannoloni,
l'Ultima Cena ad ostriche ed abbacchi...!

il Coro del Nabucco, fatto a brani...
Ofelia messa a 'posto' con l'idrante...
e un Rigoletto in abito sgargiante
dati per 'buoni' ai poveri padani...!

C'è poi Risina prossima al quintale...
una Leonora quasi settantenne...
Babbo Natal in Porsche, senza le renne...
l'Arcangelo in tenuta da... spaziale...!

Mi viene da pensar che sto sognando!
"Non è possibil..." dico! "Non ci credo...!
Violetta non può esister senza Alfredo,
nè un Coro a bocca Chiusa, sbraitando...!"

Mi pizzico... Mi tocco...! Mi schiaffeggio...!
Mi brucio un dito con un accendino...!
Mi faccio dare un calcio dal vicino...
e mi richiedo ancor se non vaneggio...!

"Chè mi succede...?" dico... "Dove sono...?!
Dio che sai tutto, dimmi se deliro...!
Tu sai che credo in te... T'amo, t'ammiro,
e s'ho peccato, chiedo il tuo perdono...!

Perchè l'Arte è distrutta? Qual mistero
precipita sì in basso il saper fare...?!
L'Opra ch'ha reso l'uomo Luminare
dee, pei mediocri, far triste sentiero...?!

Dimmi, Signore! Fà ch'io non m'indigni:
Dante Alighieri... La sua gran Commedia...
romper si può come una vecchia sedia...?!
Come s'associa un Dante ad un... Benigni...?!!"

"Rassegnati" mi dice una vocina
che rimbombami in capo come tuono...
"L'essere d'oggi, flauto senza suono...
vive nel fango... e tutto va in rovina...!"

Filippo Bonifacio

acquacontrocorrente ha detto...

Filippo Bonifacio 339+710.18.23
Che pena... Persino in un articolo su "La Vispa Teresa" ti metti a spammare le tue poesiuccole anti-Benigni da 4 soldi... Che pena...
TSK

Anonimo ha detto...

Bella poesia! Sei anche tu in quinta elementare? EmT

Anonimo ha detto...

La poesia della "Vispa Teresa" di Luigi Sailer è ancora oggi di una freschezza, di una ingenuità e dolcezza che oltre a ricordare un'infanzia passata, dà un senso di piacere rallegrandoti il cuore.

Anonimo ha detto...

filippo bonifacio l'ha azzeccata: benigni sta a dante come craxi a garibaldi

acquacontrocorrente ha detto...

Filippo Bonifacio 339+710.18.23
Che pena... Persino in un articolo su "La Vispa Teresa" ti metti a spammare le tue poesiuccole anti-Benigni da 4 soldi... Che pena...
TSK

Anonimo ha detto...

http://redattorisidiventa.wordpress.com/2009/04/23/accenti/
...il piacere nell'apprendere come l'ignorante arrogante "chè" abbia verificato il proprio torto e la MIA ragione non ha prezzo...
TSK

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